mercoledì 25 aprile 2012
DIFENDIAMO IL CONSIGLIO COMUNALE. E’ UN LUOGO DI CONFRONTO, NON UN’ARENA
Il sottoscritto Consigliere del Comune di Carpi del Partito Democratico, a seguito delle modalità organizzative con le quali si è svolta la seduta del 19 aprile 2012, alla quale non ho potuto essere presente per motivi di salute, con la presenza tra il pubblico di cittadini contrari ai provvedimenti presi dalla Giunta relativi alla viabilità su Via Remesina,
esprime pieno appoggio alla vice-capogruppo Pd Viola Baisi per la posizioni assunte e per l’alto senso di responsabilità dimostrato, nel pieno rispetto delle regole consiliari. Si ritiene che quando sono presenti all’assise cittadina tante persone che non conoscono le regole del Consiglio, le quali non sono perdite di tempo ma tasselli fondamentali della vita democratica, ci si debba porre sempre, ancora di più di quanto si fa abitualmente, il problema di essere compresi da chi assiste ai lavori occasionalmente, che è legittimo possa ignorare come nella “casa di tutti i carpigiani” si affrontano i problemi e li si discute
Come Consigliere mi sento di respingere, a difesa della mia onorabilità e al di là del merito, le accuse al gruppo consiliare di alcuni dei medesimi cittadini presenti, di disinteresse e insensibilità nei confronti di questi temi ribadendo la piena legittimità del nostro ruolo essendo stati tutti i consiglieri, di maggioranza e opposizione, eletti direttamente dai carpigiani, in libere elezioni. Si invita la Giunta, per quanto di propria competenza, a ribadire ulteriormente in tutte le forme che saranno individuate e ritenute opportune, i termini degli aspetti di viabilità e le decisioni assunte sino ad ora che stanno interessando tutti i cittadini della zona, non solo i commercianti, pur se portatori di interessi legittimi e rispettabili, però non gli unici, che vanno considerati all’interno di un quadro generale, pur rispettandone le specificità.
Si stigmatizzano le pericolose modalità con le quali da parte di alcuni consiglieri comunali di minoranza, viene inteso il confronto istituzionale tra le forze politiche, puntando ad esasperare le possibili contrapposizioni, rischiando di trasformare la sala del consiglio comunale in una arena con opposte tifoserie.
Si Invitano la presidenza del consiglio comunale e la Giunta a valutare, vista l’importanza per la vita dei cittadini delle deliberazioni assunte nel civico consesso, la necessità di prevenire forme di partecipazione e di confronto di questo tipo che generano intolleranza e degrado della vita delle istituzioni e di aumentare forme di vigilanza a difesa della autorevolezza delle istituzioni, del loro ruolo e all’incolumità di chi, come tutti i consiglieri comunali e il personale dell’Ente, contribuisce allo svolgimento della loro attività.
Si ribadisce, per quanto di pertinenza del Consigliere comunale, piena disponibilità all’incontro, al dialogo e al confronto con i cittadini sui temi di pertinenza del Consiglio nell’interesse generale della città.
Si preferisce lanciare ora, a fronte di un singolo episodio, un forte invito a non sottovalutare episodi di intolleranza crescente come quelli dei giorni scorsi avvenuti a palazzo municipale, specialmente nelle condizioni di grave crisi economica e clima sociale non sereno, con difficoltà e disagi anche per le famiglie e le imprese di Carpi che ben conosciamo.
A titolo personale mi permetto di richiamare, a partire da me stesso, nell’interesse della nostra comunità, al massimo senso di responsabilità e di impegno che ognuno di noi ha nel proprio ruolo, rinunciando a tentazioni di trasformare il confronto delle idee in consiglio comunale in una arena da campagna elettorale permanente di reciproca delegittimazione che di certo non serve alla nostra città e alle sue tradizioni democratiche.
sabato 31 marzo 2012
ODG SU LAVORO DOMENICALE A CARPI
Il tema del lavoro domenicale sul nostro territorio rappresenta da sempre una costante del dibattito pubblico cittadino, ben prima delle liberalizzazioni del Governo Monti e delle modalità con le quali vengono adottate le aperture domenicali nei centri commerciali di Coop Estense.
L'obiettivo di questo Odg non è dunque tanto quello di inserirsi in quel dibattito, sarebbe un inserimento se non fuori tempo massimo abbondantemente in ritardo, quanto di assumere una posizione politica, nel senso nobile del termine, per fissare alcune linee guida da mantenere quando in città, per quello che è di competenza dell'ente locale, si discute di questi aspetti. Che sono complessi, sui quali è necessaria fare una buona contabilità di punti di forza e di debolezza prima di prendere decisioni e dei quali il testo dell'odg ha cercato di tenere conto, in nome della complessità e non di un cerchiobottismo generalista alla ricerca di impossibili unanimismi. Il testo che ho proposto è stato sottoscritto anche dai colleghi del gruppo Pd, Daniela De Pietri, Roberto Arletti e Deanna Bulgarelli, che ringrazio per l'adesione e i suggerimenti e ha ricevuto anche l'adesione gradita del capogruppo Idv, Andrea Bizzarri. Mi auguro che su questo testo, al di là dei proponenti si possano trovare in consiglio, nel momento in cui lo si discuterà, possano essere trovate anche convergenze più ampie da parte degli altri gruppi. (m.b)
Alla c.a. del Presidente del Consiglio Comunale
Alla c.a. del Sig. Sindaco
Alla c.a. della Giunta
Carpi, 22 marzo 2012
Oggetto: proposta di ordine del giorno
Ordine del Giorno sul lavoro domenicale nel territorio di Carpi
Premesso che:
- si ritiene che i diritti contrattuali dei lavoratori vadano sempre rispettati
- si riconosce l’importanza che vi sia un adeguato equilibrio tra i tempi di vita e quelli di lavoro, nell’interesse delle imprese e dei singoli cittadini, con i loro famigliari, per il rafforzamento non solo della competitività delle aziende e delle attività economica ma anche per la salvaguardia della coesione sociale e delle reti relazionali presenti nella società carpigiana e nell’Unione delle Terre d’Argine
Consapevoli che:
-le nuove dinamiche delle economie avanzate con un’estensione della quantità e qualità dei servizi erogati prevedono che già oggi e in futuro i tempi di lavoro possano svolgersi anche in giorni di festa e in orari non sempre compatibili con le esigenze familiari e personali
Ritenuto che:
-sia auspicabile, sulla base delle norme vigenti, per quanto di competenza degli enti locali, che si ricerchino regole condivise per l’organizzazione delle attività economiche, frutto del confronto tra le parti sociali e che tengano conto oltre che delle esigenze delle imprese anche di quelle personali, di tipo culturale, antropologico o religioso
-sia necessario e interesse generale della comunità che, imprese, attività produttive e commerciali che necessitano di essere operative anche nei giorni di festa o domenicali, pur rispettandone l’autonomia organizzativa ai sensi di legge, attuino il maggior sforzo possibile, per concordare un’organizzazione del lavoro flessibile, anche nell’interesse del lavoratore e non solo dell’impresa, tramite sistemi di turnazione di volontarietà del servizio domenicale o sistemi di incentivazione, per fare in modo che il lavoro domenicale possa essere percepito dal lavoratore non solo come una “condanna” o una ingiustizia ma anche come una opportunità.
Constatato che:
- Pur essendo positivo il giudizio generale sulle liberalizzazioni varate dal Governo Monti per le potenzialità di offrire maggiori opportunità per i consumatori con un rilevante incremento delle aperture di attività produttive, a partire dai centri commerciali ma non solo, si osservano sul piano locale effetti di evidenti difficoltà per i lavoratori di queste strutture e altre imprese, in particolare per le lavoratrici, che per la natura prevalente del contributo femminile all’organizzazione familiare e sociale devono togliere tempo al loro privato e alle famiglie stesse, difficoltà che sono state giustamente oggetto di attenzione e preoccupazione da parte della stampa locale e di componenti importanti della vita sociale come la Chiesa cattolica e le forze sindacali.
SI INVITANO IL CONSIGLIO COMUNALE E LA GIUNTA
Per quanto di propria competenza e con una giurisprudenza in piena evoluzione su queste materie che di fatto non sono più, se non in minima parte, di regolazione e competenza dell’ente locale, a continuare tuttavia nelle propria tradizione di ricerca, proposta e forte invito all’attenzione per modelli di aperture domenicali o festive imperniate sui valori della responsabilità sociale di impresa, concordate il più possibile con le parti sociali, associazioni di categoria e sindacati, per favorire il maggior equilibrio possibile dei tempi di lavoro e di vita, riconoscendo ad entrambi gli ambiti un valore fondante per la qualità della vita e la coesione sociale nelle nostre zone.
F.to Marco Bagnoli – Consigliere comunale Pd – Carpi
L'obiettivo di questo Odg non è dunque tanto quello di inserirsi in quel dibattito, sarebbe un inserimento se non fuori tempo massimo abbondantemente in ritardo, quanto di assumere una posizione politica, nel senso nobile del termine, per fissare alcune linee guida da mantenere quando in città, per quello che è di competenza dell'ente locale, si discute di questi aspetti. Che sono complessi, sui quali è necessaria fare una buona contabilità di punti di forza e di debolezza prima di prendere decisioni e dei quali il testo dell'odg ha cercato di tenere conto, in nome della complessità e non di un cerchiobottismo generalista alla ricerca di impossibili unanimismi. Il testo che ho proposto è stato sottoscritto anche dai colleghi del gruppo Pd, Daniela De Pietri, Roberto Arletti e Deanna Bulgarelli, che ringrazio per l'adesione e i suggerimenti e ha ricevuto anche l'adesione gradita del capogruppo Idv, Andrea Bizzarri. Mi auguro che su questo testo, al di là dei proponenti si possano trovare in consiglio, nel momento in cui lo si discuterà, possano essere trovate anche convergenze più ampie da parte degli altri gruppi. (m.b)
Alla c.a. del Presidente del Consiglio Comunale
Alla c.a. del Sig. Sindaco
Alla c.a. della Giunta
Carpi, 22 marzo 2012
Oggetto: proposta di ordine del giorno
Ordine del Giorno sul lavoro domenicale nel territorio di Carpi
Premesso che:
- si ritiene che i diritti contrattuali dei lavoratori vadano sempre rispettati
- si riconosce l’importanza che vi sia un adeguato equilibrio tra i tempi di vita e quelli di lavoro, nell’interesse delle imprese e dei singoli cittadini, con i loro famigliari, per il rafforzamento non solo della competitività delle aziende e delle attività economica ma anche per la salvaguardia della coesione sociale e delle reti relazionali presenti nella società carpigiana e nell’Unione delle Terre d’Argine
Consapevoli che:
-le nuove dinamiche delle economie avanzate con un’estensione della quantità e qualità dei servizi erogati prevedono che già oggi e in futuro i tempi di lavoro possano svolgersi anche in giorni di festa e in orari non sempre compatibili con le esigenze familiari e personali
Ritenuto che:
-sia auspicabile, sulla base delle norme vigenti, per quanto di competenza degli enti locali, che si ricerchino regole condivise per l’organizzazione delle attività economiche, frutto del confronto tra le parti sociali e che tengano conto oltre che delle esigenze delle imprese anche di quelle personali, di tipo culturale, antropologico o religioso
-sia necessario e interesse generale della comunità che, imprese, attività produttive e commerciali che necessitano di essere operative anche nei giorni di festa o domenicali, pur rispettandone l’autonomia organizzativa ai sensi di legge, attuino il maggior sforzo possibile, per concordare un’organizzazione del lavoro flessibile, anche nell’interesse del lavoratore e non solo dell’impresa, tramite sistemi di turnazione di volontarietà del servizio domenicale o sistemi di incentivazione, per fare in modo che il lavoro domenicale possa essere percepito dal lavoratore non solo come una “condanna” o una ingiustizia ma anche come una opportunità.
Constatato che:
- Pur essendo positivo il giudizio generale sulle liberalizzazioni varate dal Governo Monti per le potenzialità di offrire maggiori opportunità per i consumatori con un rilevante incremento delle aperture di attività produttive, a partire dai centri commerciali ma non solo, si osservano sul piano locale effetti di evidenti difficoltà per i lavoratori di queste strutture e altre imprese, in particolare per le lavoratrici, che per la natura prevalente del contributo femminile all’organizzazione familiare e sociale devono togliere tempo al loro privato e alle famiglie stesse, difficoltà che sono state giustamente oggetto di attenzione e preoccupazione da parte della stampa locale e di componenti importanti della vita sociale come la Chiesa cattolica e le forze sindacali.
SI INVITANO IL CONSIGLIO COMUNALE E LA GIUNTA
Per quanto di propria competenza e con una giurisprudenza in piena evoluzione su queste materie che di fatto non sono più, se non in minima parte, di regolazione e competenza dell’ente locale, a continuare tuttavia nelle propria tradizione di ricerca, proposta e forte invito all’attenzione per modelli di aperture domenicali o festive imperniate sui valori della responsabilità sociale di impresa, concordate il più possibile con le parti sociali, associazioni di categoria e sindacati, per favorire il maggior equilibrio possibile dei tempi di lavoro e di vita, riconoscendo ad entrambi gli ambiti un valore fondante per la qualità della vita e la coesione sociale nelle nostre zone.
F.to Marco Bagnoli – Consigliere comunale Pd – Carpi
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CONSIGLIO COMUNALE
INTERVENTO BILANCIO PREVENTIVO 2012
INTERVENTO BILANCIO 2012 CONSIGLIO COMUNALE DI CARPI – Marco Bagnoli , Consigliere gruppo PD – 29 marzo 2012
Sostenere e rafforzare il “Capitale Sociale” della città, difenderne la coesione sociale, promuoverne il capitale umano carpigiano inteso come somma di conoscenze, valori e competenze di tutti gli individui che qui vivono e lavorano, in difesa di una qualità della vita che si vuole mantenere elevata il più possibile, tra grandi cambiamenti economici e sociali che si avvertono anche da noi e forme crescenti di disuguaglianza, difficoltà e povertà.
Puntare sempre al massimo interesse possibile della comunità nel rispetto e ascolto degli interessi individuali o di singoli gruppi, facendo quindi una attenta contabilità di punti di forza e di debolezza. Questi devono essere i punti di riferimento che aiutano a prendere la direzione giusta al momento delle scelte. E scegliere di continuare a puntare sul mantenimento dei servizi educativi e sociali, come fanno tutti i paesi europei ad economie più avanzate, è lungimiranza e non miopia, è investimento e non solo spesa corrente. Poi è evidente che gli investimenti e la promozione dello sviluppo non sono interruttori on/off e che per produrre effetti positivi per le comunità devono essere non solo varati ma anche accompagnati e controllati nei loro effetti.
Non erano lacrime di coccodrillo gli allarmi degli scorsi anni per la finanza locale dei Sindaci o gran parte di loro e da quest’anno ne vedremo le conseguenze. Io ero tra quelli che nutrivano molte speranze sulle possibilità di attuare un federalismo vero, di fatto, non urlato o solo proclamato; fosse stato vero ci sarebbe stato da esserne soddisfatti ma così, purtroppo per tutti, non è andata e l’Italia e gli enti locali dopo tanti tagli lineari, a colpi di federalismo solo di facciata, è riapprodata a forme di più o meno stretto controllo dello Stato Centrale, causa la crisi certo, ma per gli enti locali e per le speranze dei sinceri federalisti si è persa una occasione storica. E la responsabilità politica principale di questo risultato certo è di chi si proclamava il più federalista di tutti, la Lega Nord, qui bisogna fare nomi e cognomi, non è sterile battaglia politica, che dopo avere fatto nascere l’Imu che doveva finanziare la nascita del federalismo vero, cosa non avvenuta, ora cambia passo e nei consigli ci propone di approvare ordini del giorno contro il centralismo o criticando l’Imu che aveva fortemente voluto; odg nei quali magari anche noi ci troveremo in parte, ma che non ci faranno ritrovare la grande occasione persa degli scorsi anni, quando forse il federalismo si poteva fare davvero e del quale, non voi singolarmente, ma il vostro partito in genere, porta una grandissima responsabilità politica. Che mi auguro non significhi la fine, per molto tempo, per le nostre comunità, di poter avere forme più avanzate e concrete di federalismo e autonomia.
Passo ora a qualche considerazione più specifica su aspetti della relazione del Sindaco al Bilancio, senza pretese di esaustività, dati i tempi:
Sanità: saluto con favore la fine, forse, dello strabismo dell’Ausl della provincia di Modena verso il capoluogo e la zona dell’area di Sassuolo che anche grazie all’iniziativa dei sindaci del nostro distretto è un indicatore molto positivo. Gli interventi annunciati in tempi brevi per il nostro ospedale e il riconoscimento del “Ramazzini” come priorità assoluta della sanità provinciale, pur se tardivamente, vanno finalmente nella direzione giusta. E sono certo che i nostri sindaci sapranno controllare e ricordare ai vertici della sanità gli impegni che si sono assunti per far funzionare l’ospedale di Carpi e quello di area vasta di domani, del quale abbiamo definito il profilo nel PSC che abbiamo adottato nelle scorse settimane.
Economia: con gli aiuti per l’abbattimento dei tassi di interesse alle imprese nelle varie forme consentite agli enti locali, l’impegno per la miglior organizzazione di servizi come lo sportello unico per le attività produttive e quello per la formazione, di base e specialistica, in continuo confronto con le categorie e la Fondazione della Cassa di Risparmio, credo che l’ente locale abbia già fatto molto di ciò che è in suo potere per incidere realmente sulle dinamiche economiche. Credo si possa fare di più, operativamente, per la promozione del territorio, rafforzare la sua capacità di attirare investimenti. Fatte le debite proporzioni, se il Presidente del Consiglio Monti va a fare il promotore dell’Italia in Oriente e nel mondo, qualcosa di simile, di mirato, non pubblicità generiche, forse può essere fatto anche dal nostro Ente, che può offrire alle imprese, un territorio che per offerta di spazi, servizi, capitale umano e qualità della vita in genere, ha molto frecce al suo arco.
Spenderei qualche parola sul settore agricolo e sulle “sette righe”, come sono state definite contenute nella relazione del Sindaco. Non sono un esperto di agricoltura, ma al di là del numero delle righe, a me interessa che cosa c’è scritto in quel paragrafo. E se l’amministrazione farà quello che ha scritto, lo valuteremo, mi pare che dalla valorizzazione delle colture locali, alla ricerca di finanziamenti per programmi di promozione delle colture tipiche e dei prodotti a chilometri zero, non si possa che parlare di argomenti condivisibili. Di agricoltura poi a Carpi mi pare che negli ultimi anni si sia ripreso a parlare, sia sul piano economico che su quello urbanistico all’interno del vasto dibattito degli ultimi anni sul “Parco Lama”, fino all’approvazione di parti specifiche nel PSC. Quindi non sarei così pessimista, il faro dell’Amministrazione sull’agricoltura è acceso. Come su tutti gli altri settori.
Immigrazione: il fenomeno dei migranti, dall’interno del Paese e da altri Stati e continenti è un dato di fatto con il quale dobbiamo fare i conti senza isterismi da timori di invasioni e senza ottimismi romantici; è un aspetto della complessità del nostro tempo. La costituzione della Consulta dell’immigrazione costituisce un passo avanti nella ricerca di nuovi equilibri sociali che sono indispensabili per una realtà multiculturale nei fatti, come l’esempio di ciò che accade nelle nostre scuole fa emergere con chiarezza. Bacchette magiche la nuova consulta non ne ha, vedremo se riuscirà, come io mi auguro e credo facciano la stragrande maggioranza dei cittadini, che riesca a cogliere l’opportunità di poter essere un efficace strumento di costruzione di nuova cittadinanza, che faccia sentire carpigiani quelli che vivono qui, che eviti il rischio di costituire l’ennesimo parlamentino degli stranieri o somma delle associazioni che si occupano di immigrazione o, ancor peggio che possa costituire uno strumento di lotta per la supremazia tra gruppi interculturali e interetnici. Consapevoli di tutto questo dobbiamo davvero fare il tifo per questa Consulta, nell’interesse della Carpi di domani.
Vanno proseguite e rafforzate, per quanto possibile, le azioni di contrasto e prevenzione del degrado urbano e della qualità della vita nei quartieri: penso a casi che conosco bene come la zona di Via Unione Sovietica o i condomini dove le situazioni di multiculturalità si sommano ai problemi di morosità nei condomini, situazione di morosità certo alimentate anche da molti italiani e carpigiani doc, non solo da famiglie o gruppi di immigrati come vorrebbero certi luoghi comuni che non possono essere generalizzati.
Vanno rafforzate e aiutate le reti di rapporti sociali che in passato hanno costituito la spina dorsale della coesione sociale di Carpi. E ovvio, in una relazione pur se estesa come quella che ci ha presentato il sindaco nella quale non ci può stare tutto. Voglio dire che il Comune in questi ambiti può usare la sua autorevolezza, la sua capacità di consigliare e di favorire e contrastare; è un bene immateriale che non finisce tra i numeri del bilancio ma che rappresenta uno straordinario valore aggiunto. Intendo dire che questa autorevolezza possiamo impiegarla come è stato in passato per aiutare molte componenti del volontariato sociale in difficoltà a rinnovarsi. Anche nel volontariato ci sono gruppi che si stanno rafforzando e altri che si stanno indebolendo, come il caso della Dorando Pietri dimostra, il Comune può mettere così questa sua capacità di dialogo e di mediazione al servizio della comunità. Chi altri se non il Comune, certo non da solo, può attenuare gli eccessi dei particolarismi e aiutare temprare lo spirito della comunità?
Cultura. Mi rendo conto che si stanno facendo miracoli per razionalizzare le spese. Rinnovo la proposta di valutare se e come, la possibilità di mettere a disposizione in modo più stabile, probabilmente lo strumento più adatto è la rete civica, i tantissimi contenuti prodotti dalle attività culturali del Comune tra incontri, corsi, convegni e Festival nei quali l’ente è protagonista con uno strumento del tipo filmati del portale You Tube, consentire di poter usufruire di quei corsi, incontri, convegni, anche i cittadini che per vari motivi non hanno potuto prendervi parte. Forse la tecnologia oggi, ma va verificato se si tratta di una riorganizzazione possibile, può aiutarci a superare ostacoli che un tempo erano insormontabili. Insomma, ampliamo il pubblico dei cittadini che possono usare le nostre iniziative. Visto che vi hanno contribuito con le tasse pagate.
Vado alle conclusioni a tempo ormai esaurito. A proposito di tasse e tariffe, soprattutto a partire da questo 2012 e per gli anni a venire, con tutti i sacrifici che si chiedono e si richiederanno ai cittadini, a noi tutti, va ricordato il filo rosso che deve ispirare le nostre azioni. Dobbiamo essere, secondo me, partigiani della equità, combattere tutte le forme di evasione fiscale, credo anche, pur senza modelli di gogna alla greca per gli evasori e nell’ambito delle robuste attività di comunicazione e informazione pubblica che una situazione come questa richiede, possa essere utile, senza estremismi, non sono forcaiolo per indole, garantista e nel rispetto delle norme sulla privacy, costruire forme di sanzione sociale, informare sui comportamenti scorretti e valorizzare quelli positivi, insomma comunicando senza se e senza ma che c’è differenza tra il comportarsi bene e comportarsi male, ad esempio in fatto di evasione o occultando informazioni di fatto, magari per pagare rette più basse, causando danni a tutta la comunità
Va fatta tanta informazione per far sentire il punto di svolta che questo bilancio rappresenta, che non c’è qualcuno dall’alto, il Comune, per quanto gli compete, che ti spreme e non fa i sacrifici che chiede al cittadino.
Gli anticorpi ai particolarismi di cui parlava il Sindaco nella sua relazione e i motori della coesione sociale si accendono con l’attenzione a questi aspetti ed è in momenti come questi, se ben governati che possono nascere condizioni per avvicinare Comune e cittadini e non renderli più distanti.
Marco Bagnoli – Consigliere Comune di Carpi (Gruppo Pd)
Sostenere e rafforzare il “Capitale Sociale” della città, difenderne la coesione sociale, promuoverne il capitale umano carpigiano inteso come somma di conoscenze, valori e competenze di tutti gli individui che qui vivono e lavorano, in difesa di una qualità della vita che si vuole mantenere elevata il più possibile, tra grandi cambiamenti economici e sociali che si avvertono anche da noi e forme crescenti di disuguaglianza, difficoltà e povertà.
Puntare sempre al massimo interesse possibile della comunità nel rispetto e ascolto degli interessi individuali o di singoli gruppi, facendo quindi una attenta contabilità di punti di forza e di debolezza. Questi devono essere i punti di riferimento che aiutano a prendere la direzione giusta al momento delle scelte. E scegliere di continuare a puntare sul mantenimento dei servizi educativi e sociali, come fanno tutti i paesi europei ad economie più avanzate, è lungimiranza e non miopia, è investimento e non solo spesa corrente. Poi è evidente che gli investimenti e la promozione dello sviluppo non sono interruttori on/off e che per produrre effetti positivi per le comunità devono essere non solo varati ma anche accompagnati e controllati nei loro effetti.
Non erano lacrime di coccodrillo gli allarmi degli scorsi anni per la finanza locale dei Sindaci o gran parte di loro e da quest’anno ne vedremo le conseguenze. Io ero tra quelli che nutrivano molte speranze sulle possibilità di attuare un federalismo vero, di fatto, non urlato o solo proclamato; fosse stato vero ci sarebbe stato da esserne soddisfatti ma così, purtroppo per tutti, non è andata e l’Italia e gli enti locali dopo tanti tagli lineari, a colpi di federalismo solo di facciata, è riapprodata a forme di più o meno stretto controllo dello Stato Centrale, causa la crisi certo, ma per gli enti locali e per le speranze dei sinceri federalisti si è persa una occasione storica. E la responsabilità politica principale di questo risultato certo è di chi si proclamava il più federalista di tutti, la Lega Nord, qui bisogna fare nomi e cognomi, non è sterile battaglia politica, che dopo avere fatto nascere l’Imu che doveva finanziare la nascita del federalismo vero, cosa non avvenuta, ora cambia passo e nei consigli ci propone di approvare ordini del giorno contro il centralismo o criticando l’Imu che aveva fortemente voluto; odg nei quali magari anche noi ci troveremo in parte, ma che non ci faranno ritrovare la grande occasione persa degli scorsi anni, quando forse il federalismo si poteva fare davvero e del quale, non voi singolarmente, ma il vostro partito in genere, porta una grandissima responsabilità politica. Che mi auguro non significhi la fine, per molto tempo, per le nostre comunità, di poter avere forme più avanzate e concrete di federalismo e autonomia.
Passo ora a qualche considerazione più specifica su aspetti della relazione del Sindaco al Bilancio, senza pretese di esaustività, dati i tempi:
Sanità: saluto con favore la fine, forse, dello strabismo dell’Ausl della provincia di Modena verso il capoluogo e la zona dell’area di Sassuolo che anche grazie all’iniziativa dei sindaci del nostro distretto è un indicatore molto positivo. Gli interventi annunciati in tempi brevi per il nostro ospedale e il riconoscimento del “Ramazzini” come priorità assoluta della sanità provinciale, pur se tardivamente, vanno finalmente nella direzione giusta. E sono certo che i nostri sindaci sapranno controllare e ricordare ai vertici della sanità gli impegni che si sono assunti per far funzionare l’ospedale di Carpi e quello di area vasta di domani, del quale abbiamo definito il profilo nel PSC che abbiamo adottato nelle scorse settimane.
Economia: con gli aiuti per l’abbattimento dei tassi di interesse alle imprese nelle varie forme consentite agli enti locali, l’impegno per la miglior organizzazione di servizi come lo sportello unico per le attività produttive e quello per la formazione, di base e specialistica, in continuo confronto con le categorie e la Fondazione della Cassa di Risparmio, credo che l’ente locale abbia già fatto molto di ciò che è in suo potere per incidere realmente sulle dinamiche economiche. Credo si possa fare di più, operativamente, per la promozione del territorio, rafforzare la sua capacità di attirare investimenti. Fatte le debite proporzioni, se il Presidente del Consiglio Monti va a fare il promotore dell’Italia in Oriente e nel mondo, qualcosa di simile, di mirato, non pubblicità generiche, forse può essere fatto anche dal nostro Ente, che può offrire alle imprese, un territorio che per offerta di spazi, servizi, capitale umano e qualità della vita in genere, ha molto frecce al suo arco.
Spenderei qualche parola sul settore agricolo e sulle “sette righe”, come sono state definite contenute nella relazione del Sindaco. Non sono un esperto di agricoltura, ma al di là del numero delle righe, a me interessa che cosa c’è scritto in quel paragrafo. E se l’amministrazione farà quello che ha scritto, lo valuteremo, mi pare che dalla valorizzazione delle colture locali, alla ricerca di finanziamenti per programmi di promozione delle colture tipiche e dei prodotti a chilometri zero, non si possa che parlare di argomenti condivisibili. Di agricoltura poi a Carpi mi pare che negli ultimi anni si sia ripreso a parlare, sia sul piano economico che su quello urbanistico all’interno del vasto dibattito degli ultimi anni sul “Parco Lama”, fino all’approvazione di parti specifiche nel PSC. Quindi non sarei così pessimista, il faro dell’Amministrazione sull’agricoltura è acceso. Come su tutti gli altri settori.
Immigrazione: il fenomeno dei migranti, dall’interno del Paese e da altri Stati e continenti è un dato di fatto con il quale dobbiamo fare i conti senza isterismi da timori di invasioni e senza ottimismi romantici; è un aspetto della complessità del nostro tempo. La costituzione della Consulta dell’immigrazione costituisce un passo avanti nella ricerca di nuovi equilibri sociali che sono indispensabili per una realtà multiculturale nei fatti, come l’esempio di ciò che accade nelle nostre scuole fa emergere con chiarezza. Bacchette magiche la nuova consulta non ne ha, vedremo se riuscirà, come io mi auguro e credo facciano la stragrande maggioranza dei cittadini, che riesca a cogliere l’opportunità di poter essere un efficace strumento di costruzione di nuova cittadinanza, che faccia sentire carpigiani quelli che vivono qui, che eviti il rischio di costituire l’ennesimo parlamentino degli stranieri o somma delle associazioni che si occupano di immigrazione o, ancor peggio che possa costituire uno strumento di lotta per la supremazia tra gruppi interculturali e interetnici. Consapevoli di tutto questo dobbiamo davvero fare il tifo per questa Consulta, nell’interesse della Carpi di domani.
Vanno proseguite e rafforzate, per quanto possibile, le azioni di contrasto e prevenzione del degrado urbano e della qualità della vita nei quartieri: penso a casi che conosco bene come la zona di Via Unione Sovietica o i condomini dove le situazioni di multiculturalità si sommano ai problemi di morosità nei condomini, situazione di morosità certo alimentate anche da molti italiani e carpigiani doc, non solo da famiglie o gruppi di immigrati come vorrebbero certi luoghi comuni che non possono essere generalizzati.
Vanno rafforzate e aiutate le reti di rapporti sociali che in passato hanno costituito la spina dorsale della coesione sociale di Carpi. E ovvio, in una relazione pur se estesa come quella che ci ha presentato il sindaco nella quale non ci può stare tutto. Voglio dire che il Comune in questi ambiti può usare la sua autorevolezza, la sua capacità di consigliare e di favorire e contrastare; è un bene immateriale che non finisce tra i numeri del bilancio ma che rappresenta uno straordinario valore aggiunto. Intendo dire che questa autorevolezza possiamo impiegarla come è stato in passato per aiutare molte componenti del volontariato sociale in difficoltà a rinnovarsi. Anche nel volontariato ci sono gruppi che si stanno rafforzando e altri che si stanno indebolendo, come il caso della Dorando Pietri dimostra, il Comune può mettere così questa sua capacità di dialogo e di mediazione al servizio della comunità. Chi altri se non il Comune, certo non da solo, può attenuare gli eccessi dei particolarismi e aiutare temprare lo spirito della comunità?
Cultura. Mi rendo conto che si stanno facendo miracoli per razionalizzare le spese. Rinnovo la proposta di valutare se e come, la possibilità di mettere a disposizione in modo più stabile, probabilmente lo strumento più adatto è la rete civica, i tantissimi contenuti prodotti dalle attività culturali del Comune tra incontri, corsi, convegni e Festival nei quali l’ente è protagonista con uno strumento del tipo filmati del portale You Tube, consentire di poter usufruire di quei corsi, incontri, convegni, anche i cittadini che per vari motivi non hanno potuto prendervi parte. Forse la tecnologia oggi, ma va verificato se si tratta di una riorganizzazione possibile, può aiutarci a superare ostacoli che un tempo erano insormontabili. Insomma, ampliamo il pubblico dei cittadini che possono usare le nostre iniziative. Visto che vi hanno contribuito con le tasse pagate.
Vado alle conclusioni a tempo ormai esaurito. A proposito di tasse e tariffe, soprattutto a partire da questo 2012 e per gli anni a venire, con tutti i sacrifici che si chiedono e si richiederanno ai cittadini, a noi tutti, va ricordato il filo rosso che deve ispirare le nostre azioni. Dobbiamo essere, secondo me, partigiani della equità, combattere tutte le forme di evasione fiscale, credo anche, pur senza modelli di gogna alla greca per gli evasori e nell’ambito delle robuste attività di comunicazione e informazione pubblica che una situazione come questa richiede, possa essere utile, senza estremismi, non sono forcaiolo per indole, garantista e nel rispetto delle norme sulla privacy, costruire forme di sanzione sociale, informare sui comportamenti scorretti e valorizzare quelli positivi, insomma comunicando senza se e senza ma che c’è differenza tra il comportarsi bene e comportarsi male, ad esempio in fatto di evasione o occultando informazioni di fatto, magari per pagare rette più basse, causando danni a tutta la comunità
Va fatta tanta informazione per far sentire il punto di svolta che questo bilancio rappresenta, che non c’è qualcuno dall’alto, il Comune, per quanto gli compete, che ti spreme e non fa i sacrifici che chiede al cittadino.
Gli anticorpi ai particolarismi di cui parlava il Sindaco nella sua relazione e i motori della coesione sociale si accendono con l’attenzione a questi aspetti ed è in momenti come questi, se ben governati che possono nascere condizioni per avvicinare Comune e cittadini e non renderli più distanti.
Marco Bagnoli – Consigliere Comune di Carpi (Gruppo Pd)
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mercoledì 29 febbraio 2012
PSC, PROGRAMMAZIONE IMPIANTISTICA SPORTIVA AD USI ESCLUSIVI O POLIVALENTI PER GRANDI EVENTI .
Il 16 febbraio scorso il Consiglio comunale ha approvato il documento di indirizzo per il futuro PSC, in sintesi alcune indicazioni per il piano regolatore della città. Ho presentato due emendamenti, uno come gruppo Pd e uno con il Consigliere IDV Andrea Bizzarri,approvati dal Consiglio e relativi ad impegni per una Carpi futura più accessibile per i diversamente abili e chi si muove in carrozzina e indicazioni affinchè la città si doti, favorendo progettualità pubbliche e private sostenibili, per lambiente di tipo economico, di strutture sportive e polivalenti per cultura e spettacoli adeguate alle sue dimensioni e al ruolo di centro di area vasta e di cerniera tra le province di Modena e Reggio Emilia. Ecco i testi che sono stati approvati:
I sottoscritti consiglieri comunali del gruppo consigliare del Partito Democratico e dell’Italia dei Valori, propongono di inserire il seguente emendamento
“PROGRAMMAZIONE IMPIANTISTICA SPORTIVA AD USI ESCLUSIVI O POLIVALENTI PER GRANDI EVENTI” .
Si propone che l'emendamento sia inserito come paragrafo nel capitolo “Le scommesse del Futuro “ esattamente dopo “IL SISTEMA PRODUTTIVO”
Riportiamo qui di seguito il testo integrale della nostra proposta:
“Si ritiene che il futuro PSC debba riservare una attenzione specifica alla programmazione generale relativa agli impianti sportivi del territorio, da quelli per lo sport di base alle strutture che possano stabilmente diventare sede per l’attività di società sportive di varie discipline di livello regionale e nazionale.
Per programmazione generale si intende la definizione di livelli e obiettivi standard in fatto di impiantistica sportiva e per eventi culturali o di spettacolo, al di sotto dei quali una città con le caratteristiche di Carpi, non debba collocarsi, nell’arco temporale nel quale il PSC dovrà produrre i propri effetti.
In questo ambito si ritiene che vada superato e comunque progressivamente aggiornato il modello tradizionale di governance dei rapporti tra Enti locali e mondo dello sport che negli ultimi decenni, di fatto, ha assegnato in prevalenza al Comune il ruolo di attore unico.
Ribadito che non è solo dai risultati sportivi delle singole discipline, pur se importanti, che può discendere la struttura delle politiche comunali per l’impiantista sportiva, a medio e lungo termine, si ritiene che invece sia diritto e dovere dell’Ente locale, tutelando l’interesse generale e facendosene garante, per quanto di propria competenza, creare le condizioni, con accordi e impegni reciproci, affinchè anche i privati, nelle forme previste dalla legge possano concorrere alla progettazione sul territorio dell’impiantistica sportiva. Impianti nei quali, all’interno del nuovo PSC, si ritiene che debba altresì trovare spazio una corrispondente attenzione rispetto all’esigenza di dotare la nostra città di una grande contenitore polifunzionale, che possa ospitare tutto l’anno concerti, spettacoli, proposte culturali, eventi sportivi, convegni, congressi, iniziative di promozione economica, fiere e manifestazioni, oltre che attività aggregative e di intrattenimento, con parametri qualitativi e quantitativi adeguati ad una città che, nell’ultimo decennio ha registrato uno sviluppo demografico crescente e progressivo, aumentando di circa il 15% la propria popolazione.
Una struttura di questo tipo sarebbe, dal un lato un apprezzabile strumento di forte richiamo per un’utenza sovra urbana, in grado di qualificare ulteriormente l’attrattività della nostra città, e dall’altro fornirebbe una necessaria risposta a svariate funzioni ed esigenze della comunità urbana.
Questo percorso dovrà svilupparsi su due linee direttrici fondamentali, da un lato una giusta sinergia tra tutti i soggetti del territorio, partendo dall’Amministrazione comunale per passare alle associazioni, fondazioni ed enti privati e dall’altro con la realizzazione di un piano di valorizzazione commerciale della struttura che consenta di sostenerne l’autofinanziamento.
F.to
Marco Bagnoli (Consigliere Pd)
Andrea Bizzarri (Capogruppo Idv)
I sottoscritti consiglieri comunali del gruppo consigliare del Partito Democratico e dell’Italia dei Valori, propongono di inserire il seguente emendamento
“PROGRAMMAZIONE IMPIANTISTICA SPORTIVA AD USI ESCLUSIVI O POLIVALENTI PER GRANDI EVENTI” .
Si propone che l'emendamento sia inserito come paragrafo nel capitolo “Le scommesse del Futuro “ esattamente dopo “IL SISTEMA PRODUTTIVO”
Riportiamo qui di seguito il testo integrale della nostra proposta:
“Si ritiene che il futuro PSC debba riservare una attenzione specifica alla programmazione generale relativa agli impianti sportivi del territorio, da quelli per lo sport di base alle strutture che possano stabilmente diventare sede per l’attività di società sportive di varie discipline di livello regionale e nazionale.
Per programmazione generale si intende la definizione di livelli e obiettivi standard in fatto di impiantistica sportiva e per eventi culturali o di spettacolo, al di sotto dei quali una città con le caratteristiche di Carpi, non debba collocarsi, nell’arco temporale nel quale il PSC dovrà produrre i propri effetti.
In questo ambito si ritiene che vada superato e comunque progressivamente aggiornato il modello tradizionale di governance dei rapporti tra Enti locali e mondo dello sport che negli ultimi decenni, di fatto, ha assegnato in prevalenza al Comune il ruolo di attore unico.
Ribadito che non è solo dai risultati sportivi delle singole discipline, pur se importanti, che può discendere la struttura delle politiche comunali per l’impiantista sportiva, a medio e lungo termine, si ritiene che invece sia diritto e dovere dell’Ente locale, tutelando l’interesse generale e facendosene garante, per quanto di propria competenza, creare le condizioni, con accordi e impegni reciproci, affinchè anche i privati, nelle forme previste dalla legge possano concorrere alla progettazione sul territorio dell’impiantistica sportiva. Impianti nei quali, all’interno del nuovo PSC, si ritiene che debba altresì trovare spazio una corrispondente attenzione rispetto all’esigenza di dotare la nostra città di una grande contenitore polifunzionale, che possa ospitare tutto l’anno concerti, spettacoli, proposte culturali, eventi sportivi, convegni, congressi, iniziative di promozione economica, fiere e manifestazioni, oltre che attività aggregative e di intrattenimento, con parametri qualitativi e quantitativi adeguati ad una città che, nell’ultimo decennio ha registrato uno sviluppo demografico crescente e progressivo, aumentando di circa il 15% la propria popolazione.
Una struttura di questo tipo sarebbe, dal un lato un apprezzabile strumento di forte richiamo per un’utenza sovra urbana, in grado di qualificare ulteriormente l’attrattività della nostra città, e dall’altro fornirebbe una necessaria risposta a svariate funzioni ed esigenze della comunità urbana.
Questo percorso dovrà svilupparsi su due linee direttrici fondamentali, da un lato una giusta sinergia tra tutti i soggetti del territorio, partendo dall’Amministrazione comunale per passare alle associazioni, fondazioni ed enti privati e dall’altro con la realizzazione di un piano di valorizzazione commerciale della struttura che consenta di sostenerne l’autofinanziamento.
F.to
Marco Bagnoli (Consigliere Pd)
Andrea Bizzarri (Capogruppo Idv)
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